SDA Bocconi: con REMS si riducono i costi per SSN

 

Secondo la ricerca indipendente HTA condotta dai docenti Patrizio Armeni e Ludovica Borsoi del Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale (Cergas) della SDA Bocconi, la nuova tecnologia brevettata da Echolight e già inserita nelle Linee Guida sulle Fratture da Fragilità come best practice, è più efficiente della densitometria ossea.

 La nuova tecnologia REMS (Radiofrequency Ecographic Multi Spectrometry) messa a punto dall’azienda biomedica italiana Echolight, spin-off del Consiglio Nazionale delle Ricerche  di Lecce, rispetto all’impiego del tradizionale Densitometro osseo DXA (Dual-energy X-Ray), garantisce un maggiore risparmio per il Sistema Sanitario Nazionale nella diagnosi dell’Osteoporosi e delle fragilità ossee.

Questo importante riconoscimento di REMS relativo alla migliore “sostenibilità economica”, certificato da uno studio indipendente realizzato dalla più importante business school italiana, si affianca ad un altrettanto importante traguardo clinico che era stato centrato il 18 ottobre 2021 con l’inserimento di REMS nelle Linee Guida sulle Fratture da Fragilità a cura dell’Istituto Superiore di Sanità.

 Il gruppo di lavoro dell’HTA

Secondo la definizione dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), gli studi multidisciplinari HTA consentono l’accurata valutazione di nuove tecnologie mediche da vari punti di vista:

  • efficacia,
  • sicurezza,
  • costi (diretti e indiretti),
  • impatto socio-organizzativo.

Il gruppo di lavoro più qualificato in Italia per questo tipo di ricerche è quello del CERGAS SDA Bocconi, guidato dal Prof. Patrizio Armeni. Associate professor of Practice di Government, Health and Not for Profit presso SDA Bocconi School of Management, Armeni coordina l’area di ricerca “Valutazioni economiche e HTA” del Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale.

Nello studio che ha riguardato REMS, il prof. Armeni è stato affiancato dalla D.ssa Ludovica Borsoi, Junior Lecturer nell’ambito del Knowledge Group di Government, Health & Not for Profit (GHNP) presso la Scuola di Direzione Aziendale Bocconi ricercatrice nell’Area Valutazioni Economiche e HTA (Health Technology Assessment) del CERGAS.

Il webinar di presentazione

L’HTA è quindi il risultato dell’analisi degli effetti, sia reali che potenziali, che un’innovazione tecnologica del settore healthcare ha sul sistema sanitario, l’economia e l’intera società.

I risultati dello studio su REMS sono stati presentati il 18 maggio 2022 nel corso di un webinar dal titolo “Valutazione economica a supporto dell’HTA della tecnologia REMS nella diagnosi dell’osteoporosi: risultati e raccomandazioni” al quale, oltre ai due accademici bocconiani, ha preso parte la presidente dell’Osservatorio per le Fratture da Fragilità (OFF), la prof.ssa Maria Luisa Brandi la quale, dopo essersi soffermata sulle grandi potenzialità cliniche della tecnologia, sancite dall’inserimento nelle Linee Guida Ministeriali dell’ottobre 2021, a seguito del lavoro svolto da otto società scientifiche assieme alle associazioni dei pazienti, ha definito la nuova tecnologia REMS “rivoluzionaria, essendo la prima al mondo”.

“Per effettuare l’esame delle vertebre lombari sono necessari 80 secondi e per il femore prossimale 40: due minuti in tutto”, ha evidenziato la prof.ssa Brandi, ricordando che REMS di recente ha ricevuto l’approvazione per l’uso clinico della Società europea per gli aspetti clinici ed economici dell’osteoartrite e delle malattie muscoloscheletriche (ESCEO) e che la validazione degli studi clinici ha riguardato oltre 15mila persone, con più di 300 studi pubblicati.

 A cosa serve l’Health Technology Assessment

“Abbiamo condotto uno studio multidisciplinare in grado di cogliere le vari dimensioni, da quella clinica a quella economico-sociale, a supporto di un’allocazione efficiente, esplicita e trasparente delle risorse”, ha spiegato la dottoressa Ludovica Borsoi.

“L’analisi dei costi ha riguardato sia i costi per ciascuna diagnosi, sia quelli una tantum legati all’acquisto del device e alla formazione del personale sanitario”.

“Negli ultimi anni abbiamo assistito al dibattito sulla sostenibilità del sistema sanitario, tenuto conto della disponibilità delle risorse ponendo la sfida su come e dove allocarle, per cui c’è bisogno di strumenti di governance”.

E una particolare attenzione viene posta sull’Osteoporosi che rientra nel novero delle patologie che godono di particolare rilevanza nei processi decisionali, in quanto si tratta di una malattia in crescita essendo legata ai cambiamenti demografici in atto: “Stando ai dati dell’International Osteoporosis Foundation relativi a 2019, sono 4,4 milioni le persone con Osteoporosi”, ha ricordato la ricercatrice.

La valutazione comparativa REMS-DXA 

Ma chi è il vincitore dell’Health Technology Assessment Dallo studio sono emersi diversi punti di forza di REMS rispetto a DXA:

  • l’assenza di radiazioni che garantisce una diagnosi non invasiva
  • le ridotte dimensioni della strumentazione che è portatile e maneggevole
  • l’estrema precisione predittiva dell’apparecchiatura

Con l’HTA, che ha ottenuto l’approvazione del Comitato Etico dell’Università Bocconi, è stato valutato l’impatto economico dell’approccio REMS rispetto al tradizionale impiego della DXA, considerato fino a ieri il gold standard per la diagnosi dell’osteoporosi.

“La DXA per la diagnosi dell’osteoporosi presenta diversi fattori che ne ostacolano l’adeguatezza per lo screening e la diagnosi di massa: il costo della tecnologia, l’uso di radiazioni e quindi una limitata accessibilità”, ha sottolineato Borsoi.

“REMS, invece, non è ionizzante e ha una precisione e un’accuratezza diagnostica paragonabile a DXA”, ha detto. “Per il sito vertebrale, è stata riscontrata una maggiore capacità rispetto a DXA a identificare i veri positivi e analoga capacità di identificazione dei veri negativi”, ha aggiunto. “E’ tecnologia diagnostica in grado di facilitare il percorso assistenziale del paziente, stando alle linee guida ministeriali inter-societarie italiane pubblicate nel 2021”, ha ricordato.

Valutazione economica: vince REMS!

Per la valutazione economica ai fini dell’analisi di minimizzazione dei costi diretti per il Sistema Sanitario Nazionale, lo studio è partito dal presupposto secondo cui REMS e DXA hanno una precisione e un’accuratezza diagnostica almeno comparabili e quindi garantiscono esiti di salute equivalenti.

Il campione di riferimento della popolazione è stata ampio: donne di età compresa tra 30 e 90 anni e tramite interviste qualitative, è stato chiesto di identificare le tipologie di risorse sanitarie consumate per la diagnosi di osteoporosi.

“I risultati dell’analisi di minimizzazione dei costi condotta dal punto di vista del SSN italiano, indicano che l’approccio REMS è associato a costi sanitari diretti inferiori rispetto a DXA”, ha affermato il prof. Armeni.

REMS supera dunque i limiti del DXA:

  • ha un costo d’acquisto inferiore,
  • ha minori costi correnti medi,
  • ha inferiori spese per training e formazione del personale.

E questi risparmi riguardano solo la spesa pubblica… allargando il campo ad una prospettiva più ampia e guardando ai riflessi sull’intera società italiana, i risparmi connessi all’utilizzo di REMS sono ancora maggiori se si considerano i costi di trasporto per il paziente e per i suoi familiari, l’assistenza informale e le perdite di produttività.

 

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